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“Il 2008 è stato un anno importante per la Calabria, perché sia pur in presenza di una congiuntura internazionale di crisi particolarmente negativa, grazie alle importanti azioni messe in atto dalla Giunta regionale guidata dall’On. Agazio Loiero, riesce non solo a tenere, ma anche a migliorare alcuni indicatori macroeconomici, soprattutto in direzione dell’abbattimento del tasso di irregolarità del lavoro nero e sommerso.” E’ il primo dato che Benedetto Di Iacovo, presidente della Commissione regionale per l’Emersione del lavoro non regolare, presenta alla tavola rotonda sull’argomento, inserita nel IV congresso regionale della UILA, tenutosi a Vibo Valentia. Insieme a Di Iacovo un parterre di tutto rispetto, coordinato dalla giornalista Genevieve Makaping, composto dal segretario generale della UILA nazionale, Stefano Mantegazza, dall’assessore regionale alle politiche agricole e forestali Piero Amato, dal Segretario generale della UIL regionale Roberto Castagna.
“L’emersione del lavoro e dell’economia sommersa –ha evidenziato Di Iacovo- è una condizione indispensabile per produrre ricchezza nel paese e, in particolare, nella nostra regione. Ogni 100 € investito in azioni e politiche di contrasto all’emersione –ha sottolineato il presidente Di Iacovo- produce 30.000 € di entrate, a vario titolo (irap, irpef, contributi previdenziali) per l’erario pubblico. Da considerare che ad oggi per effetto del lavoro nero e sommerso, vengono sottratte alla nostra regione circa 990 € per cittadino residente, pari a circa 2 miliardi di € di mancate entrate”.
Il suo pensiero lo confronta e lo supporta con i numeri, la ricerca sul campo e le statistiche, che confermano l’attendibilità delle sue dichiarazioni, frutto della ricerca da lui stesso commissionata, per conto dell’organismo istituzionale che presiede e coordinata dal Prof. Domenico Marino, docente UNIRC, esperto di politiche per l’emersione.
Nel suo procedere con l’intervento di apertura alla tavola rotonda, Di Iacovo ha evidenziato come, pur in una delle peggiori fasi di recessione degli ultimi decenni, la Calabria, grazie alle azioni di politiche del lavoro, attraverso i bandi per l’occupazione, e mentre a livello nazionale si perde il 5% del PIL, la Calabria va in controtendenza, facendo si che la disoccupazione fra il I° ed il IV° trimestre 2008 abbia una brusca discesa, passando dal 13,3% del I° trimestre 2008 all’11,7% del IV° trimestre 2008 e anche l’occupazione cresce, come tasso attivo, dal 42,3% del I° trimestre al 43,2% del IV° trimestre. Ma è proprio sul versante della regolarità del lavoro e del lavoro nero e sommerso, in particolare, che si ha la maggiore sorpresa e risultato insieme. Si può tranquillamente affermare –ha sottolineato Di Iacovo- dai dati in mio possesso, frutti della ricerca commissionata per la redazione del VI° rapporto sull’economia sommersa ed il lavoro non regolare che presenteremmo alla stampa entro il prossimo mese di dicembre, che sono aggiornati al 30 giugno 2009, che questo miglioramento concida con circa 6/8000 regolarizzazioni e/o nuovi posti di lavoro (compensati comunque anche da cessazioni di rapporti di lavoro in altri settori), prodotti dai bandi emessi dal Dipartimento 10 - lavoro. La tenuta macroeconomica e l’aumento della regolarità nel campo del sommerso e del lavoro nero –evidenzia il presidente Di Iacovo- sono sicuramente l’effetto della politiche strutturali, anche di quelle del fondo sociale europeo, ben gestito dalla Regione Calabria, che forse per la prima volta nella storia della nostra regione, si sono tradotti –conclude Di Iacovo- in un miglioramento significativo degli indicatori macroeconomici, tanto da abbattere il tasso di irregolarità nel settore del lavoro sommerso dal 26% del 2005 a circa il 23% del giugno 2009, portando quindi in valori assoluti le unità in posizione di irregolarità, nero e/o sommerso della nostra regione da 175.200 unità del 2005 a 170.097 del giugno 2009. I dati sono ancora elevati ma questa inversione fa ben sperare. La Commissione che presiedo -sottolinea Di Iacovo- metterà in campo ogni altra azione dissuasiva verso il fenomeno del sommerso, al fine di scoraggiare le aziende a rimanere nella illegalità”. |