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Il ruolo delle banche al centro di un convegno a Pianopoli (CZ) dell'Associazione "Terra di Calabria" e delle Commissioni provinciale e regionale per l'Emersione del lavoro non regolare.
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| Martedì, 27 Ottobre 2009 17.26 |
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Un richiamo forte al ruolo degli istituti di credito in quanto operatori finanziari vicini alle esigenze delle imprese che operano sul territorio, ama anche un monito alle pubbliche amministrazioni affinché velocizzino i processi di pagamenti delle commesse alle imprese private e alle associazioni di categoria affinché difendano gli interessi dei propri iscritti a seconda dei territori di appartenenza senza accettare ''condizioni' imposte dall'alto e che mal si adattano alle diverse tipologie di economia locale impedendone di fatto lo sviluppo. E poi ancora gli effetti che il provvedimento comunemente chiamato ''Basilea 2' ha nel rapporto tra banca e impresa. Sono stati questi i temi trattati durante il dibattito promosso dall'associazione Terra di Calabria, presieduta da Sandro Gallo, che si è tenuto a Pianopli. All'incontro hanno partecipato rappresentanti istituzionali come l'assessore provinciale Sergio Polisicchio, i presidenti, regionale, Benedetto di Iacovo, e provinciale, Filippo Capellupo, delle commissioni per l'emersione del lavoro irregolare e il rappresentate del Monte dei paschi di Siena. La presenza dei due presidenti delle commissioni per l'emersione del lavoro irregolare, è stata ampiamente argomentata nei fatti, poiché, come ha sottolineato Benedetto Di Iacovo, non può esservi impresa regolare, dal punto di vista dei lavoratori, se esiste un'impresa sofferente dal punto di vista economico finanziario per i troppi lacci e lacciuoli imposti sia da un meccanismo burocratico pesante delle pubbliche amministrazioni, che saldano i debiti derivanti da commesse pubbliche alle imprese in tempi biblici, sia per un contrastato rapporto tra il mondo imprenditoriale e quello creditizio. Il credito - affermato Benedetto Di Iacovo- sta alle imprese come l'acqua sta ai pesci e l'aria alle persone.
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Poi il Convegno nei vari interventi ha approfondito il tema del Convegno. Con il termine Basilea II si identifica il lavoro del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, finalizzato all'aggiornamento della normativa internazionale riguardante i requisiti patrimoniali delle banche. L'obiettivo delle nuove regole è aumentare la sensibilità al rischio e la capacità di misurarlo attraverso l'introduzione dei sistemi di rating interni. Ma le preoccupazioni, espresse durane l'incontro dai numerosi imprenditori e consulenti presenti, deriverebbero: dal nuovo principio in base al quale i requisiti di capitale sono determinati in modo analitico (con riferimento cioè alle singole posizioni di rischio) anzichè in modo sintetico, come avviene attualmente. Poichè il rischio, a parità di altre condizioni, è normalmente correlato in modo negativo alla dimensione, di conseguenza, il credito erogato alle PMI tenderà a impegnare percentuali più elevate del capitale della banca, che potrebbe essere indotta a finanziare imprese meno rischiose o quantomeno ad aumentare i tassi d'interesse a fronte del maggior rischio evidenziato e del maggior capitale richiesto; dalla metodologia di determinazione dei rating interni, basata su procedure meccaniche ritenute inadatte a cogliere le peculiarità delle piccole imprese e quindi a valutarne adeguatamente il merito di credito. Un ultimo passaggio è stato dedicato alla nascita della Banca del sud. L'interrogativo resta aperto. Sarà un ulteriore istituto di credito che, per consistenza di capitali andrà ad offuscare il lavoro fatto dalle banche di credito cooperativo, senza però dare un reale sostegno ai territori oppure, il vero punto di forza sarà l'introduzione di una fiscalità agevolata per obbligazioni e passività esplicitamente indirizzate a finanziare le piccole e medie imprese che investono nel Mezzogiorno? Anche in questo caso, in mancanza di esplicitazioni chiare in merito all'operatività, il richiamo che è giunto dal dibattito di Pianopoli, è stato rivolto più che altro alle deputazioni meridionali, affinchè portino avanti le istanze della classe produttiva del Mezzogiorno e alle associazioni di categoria, perché promuovano un dibattito, al loro stesso interno sulle differenze del costo del denaro tra Nord e Sud. |