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LAVORO NERO. Il Presidente Benedetto Di Iacovo propone alla Commissione regionale che presiede un testo di Disegno di Legge regionale. La Commissione lo approva all'unanimità. Si promuove con questo la regolarità dei rapporti di lavoro, la qualità del lavoro, la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Lamezia Terme - Rigide sanzioni per chi non rispetta le norme, però mano tesa verso le imprese che vogliono regolarizzarsi. Sono questi gli elementi di base della proposta di legge che la commissione regionale per l'emersione del lavoro non regolare ha elaborato per dare il proprio contributo alla giunta regionale nella stesura del Testo unico sul lavoro, in linea con la strategia di Lisbona per il rilancio dell'economia e pervenire alla piena occupazione.
A pochissime settimane dall’insediamento di Benedetto Di Iacovo a Presidente, nominato direttamente dal Governatore On. Agazio Loiero con decreto n. 3 del 07/01/2009, la Commissione regionale della Calabria per l’emersione del lavoro non regolare, appositamente convocata dallo stesso, ha discusso nella sua sede legale dell’Union camere di Lamezia la bozza della proposta di legge che ha per obiettivo la lotta all’economia sommersa ed al lavoro nero ed irregolare, nonchè la promozione della regolarità dei rapporti di lavoro, la qualità del lavoro, la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Un risultato affatto scontato se si considera lo scetticismo che aveva accompagnato la travagliata nascita della Commissione, soprattutto nelle gestioni passate dove si sono avvicendati alla Presidenza Domenico Barile, Franco Laratta e Alberto De Maio, considerata da più parti (sbagliando) come un altro di quegli organismi destinati a lasciare poche tracce nel panorama istituzionale calabrese. Per ora va preso atto che con questo nuovo presidente così non è stato. Il neo-presidente Benedetto Di Iacovo, per chi lo conosce, vulcanico sino all’inverosimile, profondo conoscitore delle dinamiche dello sviluppo economico e delle politiche del lavoro e del mondo della rappresentanza sociale ed istituzionale regionale, dopo avere coinvolto (tutte le associazioni sindacali e di categoria, gli istituti di vigilanza e previdenziali ed i restanti organi ispettivi), ha dettato una frenetica agenda di lavoro che ha consentito in poco tempo (appena cinque mesi dall’insediamento) di attivare valide iniziative e di raccogliere le informazioni necessarie, utili, alla stesura del progetto di legge che potrebbe introdurre importanti cambiamenti sotto il profilo socio economico e dell a qualità e regolarità del lavoro.
“Il lavoro nero, ha ricordato il Presidente della Commissione, rappresenta uno dei principali problemi della nostra regione, poiché danneggia la parte sana dell’Economia e del sistema produttivo più virtuoso ed è la causa maggiore dell’evasione fiscale e previdenziale. Circa 1 miliardo e 900.000 € di risorse economiche l’anno sottratte al PIL della nostra regione, per circa 174.800 posizioni lavoratori irregolari o a nero assoluto.
La presentazione di questo progetto – ha detto il Presidente Di Iacovo- ha il valore del contributo di affiancamento alle politiche che il Governo regionale guidato dal Presidente Loiero sta portando avanti in direzione dell’attuazione della strategia di Lisbona sulla buona occupazione e la qualità del lavoro. La sovranità legislativa –ha precisato- e del Consiglio regionale. Il nostro è un contributo di competenza di addetti ai lavori di Organo della Regione Calabria, vocato alla specifica materia della regolarità e di politiche di contrasto al lavoro nero ed irregolare.
Punto di partenza dell’attività della Commissione sono i dati sconcertanti del lavoro nero in Calabria: sono infatti 174.800 le unità a vario titolo irregolari. Un situazione in attenuazione, grazie alle politiche attive messe in atto dall’assessorato regionale al lavoro guidato dall’Onorevole Mario Maiolo. Una situazione che comunque definisce un quadro nel quale emergono una serie di conseguenze che alterano pesantemente “i\l contesto sociale regionale”.
Il lavoro nero viola –ha fatto evidenziare Di Iacovo- le norme di sicurezza e di tutela del lavoratore, toccandolo nella propria dignità personale, genera concorrenza sleale tra le imprese e determina l’assenza di ogni forma di protezione dei lavoratori a rischio di esclusione sociale quali gli immigrati che diventano la manovalanza a bassa qualificazione prede degli sfruttatori senza scrupolo. “Contrastare l’economia sommersa –sottolinea il presidente della Commissione emersione- è la premessa per aumentare il livello dei diritti di cittadinanza della nostra regione”. Nello specifico la bozza di legge vuole dotare la regione Calabria di strumenti più incisivi per una seria ed efficace azione di contrasto dell’economia sommersa e del lavoro nero ed irregolare e, nel contempo, introdurre dispositivi per favorire processi di regolarizzazione delle imprese.
Da un lato si ricorre a meccanismi disincentivanti e di scoraggiamento a perseguire pratiche di irregolarità e illegalità nei rapporti di lavoro, dall’altro si prevede la possibile adozione di misure sanzionatorie tese a scoraggiare in maniera ferma le pratiche illegali delle imprese.
Il progetto di legge prevede poi anche alcune azioni premiali per quelle imprese che intendono emergere e regolarizzarsi, attraverso la messa a disposizioni di concreti incentivi economici.
Novità assoluta e strategica sotto il profilo della concreta operatività con l’istituzione di una banca dati, gestita direttamente dalla Commissione presieduta da Di Iacovo, denominata Centro Allarme Emersione (CAE) capace di raccogliere le informazioni necessarie dagli previdenziali e di vigilanza preposti su tutte le violazioni di leggi accertate al fine di escludere così le imprese e i diversi soggetti societari ed imprenditoriali dai bandi regionali e da qualsiasi tipo di finanziamento pubblico.
Una rilevante novità dal punto di vista finanziario, sottolineata con forza dal presidente Di Iacovo, è il reperimento dei fondi per sovvenzionare l’azione legislativa: “la regolarizzazione –ha evidenziato Di Iacovo- di tanti lavoratori e delle aziende in difetto garantirà da sola le nuove entrate, come l’aumento del gettito IRAP nelle casse della Regione, più Irpef al fisco, maggiore introito di contributi agli Enti previdenziali, in grado di coprire autonomamente le spese previste per l’applicazione della legge sul lavoro sommerso.
Questa legge –ha concluso il Presidente Di Iacovo- è necessaria anche per superare quella brutta sensazione che sino ad ora si è registrata sul problema, quella di considerare l’economia sommersa ed illegale ed il lavoro irregolare e/o nero come una sorta di ammortizzatore sociale della crisi in atto, ma è –sottolinea il Presidente- un danno al cuore dell’economia calabrese già debole e malata. Per queste ragioni ci batteremo sino in fondo e mi farò promotore di convocare in Calabria i Presidenti delle restanti Commissioni regionali di Italia al fine di concordare una azione comune da portare avanti nei confronti del Governo nazionale e dei Gruppi parlamentari di Camera e Senato. Questo poiché una legge regionale da sola, pur di qualità, come quella che presentiamo, senza sponda legislativa nazionale incontrerà maggiori difficoltà di applicazione”. |