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1° maggio: il presidente della commissione regionale per l'emersione del lavoro non regolare, Benedetto Di Iacovo, interverrà a diverse manifestazioni
Mercoledì 29 Aprile 2009 14:31
In occasione della ricorrenza del Primo Maggio, il presidente della Commissione regionale per l’emersione del lavoro non regolare, Benedetto Di Iacovo, parteciperà a tre iniziative distinte in provincia di Cosenza. Alle ore 10.30 sarà a Corigliano Calabro con l’associazione onlus Officina delle Idee permanente, unitamente alle part e sociali. Alle 16.30 con l’amministrazione comunale e altri soggetti istituzionali a San Cosmo Albanese e alle 18 a San Demetrio Corone, con parti sociali e parlamentari nazionali e regionali. In tutti e tre gli appuntamenti il presidente Di Iacovo tratterà la complessa situazione del lavoro in Calabria e le distorsioni dell’economia irregolare.
Per l’ex sindacalista, oggi impegnato in una delle più importanti commissioni istituzionali della Regione Calabria "le evoluzioni nel mercato del lavoro hanno segnato paradossalmente una involuzione che allarma e preoccupa quanti sono già inseriti, ma soprattutto quanti si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro: le nuove generazioni su cui incombe l’incertezza e la precarietà per il loro futuro. Questa ricorrenza – prosegue - resta importante perché ci consente di riflettere sui mutamenti avvenuti nella società del lavoro ma, soprattutto, nel rapporto tra lavoratore ed impresa, tra lavoratore e pubblica amministrazione e, anche come le forze sindacali e le istituzioni regionali e nazionali, oggi, si approcciano rispetto al “valore del lavoro” che tende sempre più verso una vera e propria “svalorizzazione”, considerata la platea delle nuove professioni e dei giovani, nonché a quell’economia di mercato che, senza limiti(eccesso di finanziarizzazione), tanti danni ha fatto al mondo intero e al mondo del lavoro, in particolare. Oggi, se c'è qualcosa che non va nelle dinamiche della crescita economica del Paese, del Sud e della Calabria in particolare, è proprio il problema del valore del lavoro. Quando la rendita finanziaria – osserva il presidente Di Iacovo - prende il sopravvento sulle altre forme di accumulazione, anche in una regione povera come la nostra, vuol dire che c'è un problema; quando gli imprenditori delle aree forti del paese sono costretti ad ammettere che l'offerta salariale è troppo bassa per attrarre la mano d'opera necessaria dalle regioni meridionali, vuol dire che c'è un problema ed è quello della distribuzione territoriale del lavoro e dello stesso valore monetario del lavoro. Accanto a questo dobbiamo porre l’accento anche sul bisogno di legalità e la necessità che il nostro tessuto produttivo operi in modo sano, regolare e competitivo. Troppo alte sono le stime dell’economia sommersa nel Mezzogiorno, così come preoccupante è l’assenza di sicurezza nei luoghi di lavoro. La riduzione dell’economia e del lavoro non regolare – conclude Di Iacovo - deve diventare uno dei principali obiettivi delle politiche del lavoro della nostra regione e dell’intero Paese". |