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Codice Etico
preambolo
Una Repubblica come la nostra che ha consolidato la sua maturità e la sua capacità di conservare le conquiste ormai più che cinquantennali, e realizza trasformazioni economiche che garantiscono il cammino democratico in condizioni di maggior decentralizzazione e di diversi scenari politico-economici, l'attività degli Amministratori e dei quadri dirigenti richiede alti valori morali, profonda sensibilità e un chiaro senso del dovere in grado di guidare e governare l'agire quotidiano.
In queste circostanze si conferma ancora una volta la necessità di difendere la morale come elemento essenziale della politica, come conquista democratica, come guida nel cammino partecipativo e come filo conduttore nella gestione del governo della città.
L'insegnamento dei padri fondatori della nostra Repubblica ci dice che la Patria è un altare, non un “piedistallo", questo insegnamento deve valere per chi, oggi, fa politica o intende amministrare le città,  significa che è necessario esercitare l'autorità amministrativa (quindi non il potere) affidatoci dal popolo, dai cittadini  con il massimo livello di democrazia e partecipazione, dovendo rispondere, a questi, ogni giorno - come un onore e un dovere civico, per contribuire all'agire collettivo che si sviluppa in una società plurale, democratica e multietnica, che, pur se in condizioni complesse e difficili, è fondata su basi profonde e solide e su modelli partecipativi.

Se il mantenimento di quei principi democratici (e di profondo rispetto dei cittadini amministrati), che hanno dato vita ad un'autentica cultura politica ed etica della democrazia partecipata è fondamentale, è altresì fondamentale il compito di tutto il ceto politico ed amministrativo, quindi di tutti coloro che ne sono i rappresentanti ai vari livelli e che ricoprono cariche all'interno del governo delle città, il dovere di operare conformemente a tali principi sia nel loro lavoro che nella vita pubblica e privata.
Il presente documento non costituisce una semplice lista di principi etici. Formula valori e principi, vincolanti per tutte le forze dell’Unione dell’area del centro-sinistra, che oggi richiedono una maggior rilevanza. Si inscrive in quella serie di azioni politiche e morali alle quali, per la sua intrinseca natura umanista e popolare, ci richiama l’Unione delle forze democratiche progressiste. Tutto ciò costituisce un vero e proprio culto alla dignità e alla sensibilità della persona (uomo/donna), una sintesi tra le diverse posizioni  e culture politiche di provenienza che considera  l'uomo e la donna come persone che gli amministratori ed i quadri impegnati nella politica hanno  il dovere di rispettare mantenendo una adeguata condotta sia pubblica che  privata.
Conformemente a ciò, i candidati al Consiglio Comunale,  i quadri, i dirigenti ed i militanti dei diversi partiti della coalizione dovranno rispettare e fare propri i seguenti principi.

C O D I C E:
  
• ESSERE SINCERO, NON NASCONDERE MAI LA VERITÀ. LOTTARE CONTRO LA MENZOGNA, L'INGANNO, LA DEMAGOGIA, LA FRODE.
Essere scrupolosamente veritieri sull'informazione riguardante il proprio lavoro, quello di altri, il compimento delle attività politiche ed amministrative, o qualsiasi altra questione.

Trovare la forza nella ragione, nella sincerità, nella verità e nella coscienza.

• COLTIVARE L'UMILTÀ, LA DIGNITÀ E L'ONORE..
Rifiutare, pertanto, qualsiasi proposta che mini questa dignità.

• PROMUOVERE E PORTARE A TERMINE LA DISCIPLINA, IL RISPETTO, LA LEALTÀ COSCIENTE VERSO LA COLAIZIONE ED I CITTADINI AMMINISTRATI,
Educare se stessi e formare i propri subordinati all'ordine e all'osservanza rigorosa delle leggi e delle regole stabilite in un quadro di osservanza e rispetto della legalità e della trasparenza.

• PRATICARE ED EDUCARE SE STESSI E GLI ALTRI AL RISPETTO.
Educare con l'esempio personale, con un comportamento esigente verso se stessi e verso gli altri, con il rispetto e il tatto che devono regolare le relazioni con la collettività.

• COMBATTERE L'APATIA, L'INDOLENZA, IL PESSIMISMO, IL DISFATTISMO, L'ESSERE IPERCRITICI.
Mantenere una costante vigilanza su tutti quei fatti o quelle attitudini che possono ledere gli interessi della coalizione e della nostra società cittadina.

• ESSERE ONESTO E PRATICARE LA CRITICA E L'AUTOCRITICA.
Mantenere sempre alto il valore dell’onestà e della trasparenza.

Combattere energicamente ogni intento tendente ad ostacolare la critica, così come la compiacenza e la tendenza ad esagerare i propri risultati.

• CONSIDERARE DANNOSA L'ATTITUDINE A GIUSTIFICARE, L'INAZIONE DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ E AGLI ERRORI, LA MANCANZA DI INIZIATIVA.
Tali tendenze ostacolano la ricerca di soluzioni alternative ai problemi e alle limitazioni oggettive e soggettive.

• ESSERE IN GRADO DI TROVARE NUOVE SOLUZIONI PER PROBLEMI VECCHI E NUOVI.
Rettificare è anche creare, è aprire nuove strade e cammini che conducano alla meta del buon governo della città.

Trovare formule umane, legali e morali per dar risposta alle necessità dell'economia e della società coriglianese.

• STRINGERE I VINCOLI CON I LAVORATORI E CON I CITTADINI, DIMOSTRARE LORO RISPETTO E FIDUCIA. ESSERE SENSIBILI AI LORO SENTIMENTI, ALLE LORO NECESSITÀ ED OPINIONI.
Occuparsi sollecitamente dei problemi che si incontrano durante e in virtù delle proprie responsabilità. Aiutare ad orientare e a risolverli e, quando le limitazioni materiali lo rendano impossibile, dare una spiegazione corretta e veritiera che aiuti a comprendere le reali difficoltà nell’amministrare la cosa pubblica.

• BASARE LE RELAZIONI DI AMICIZIA SUI PRINCIPI, SULLA MORALE E SUI VALORI DELLA LEGALITA’.
Non stabilire rapporti di questo tipo con elementi o con individui antisociali. Combattere le attività illecite dalle radici.

• MANTENERE UNA CORRETTA AMMINISTRAZIONE DELLE RISORSE PUBBLICHE.
Essere esempio di onestà e modestia, sia nella vita pubblica che in privato, in modo tale che questa immagine di integrità morale si trasmetta non solo ai propri subordinati, ma a tutti coloro con i quali si hanno relazioni, soprattutto con i cittadini amministrati.

Speciale attenzione ed esempio di rigore va tenuto anche nei confronti della propria famiglia.

• UTILIZZARE LE PREROGATIVE E LE FACOLTÀ INERENTI ALLA PROPRIA CARICA, COSÌ COME LE RISORSE ASSEGNATE, SOLO PER PORTARE A TERMINE IL PROPRIO LAVORO.
Sentirsi responsabili e rispondere davanti ai vari livelli della politica o dell’Entità Amministrativa, e dei cittadini, del proprio operato in modo tale che i quadri e dirigenti e/o altri subordinati in carico all’Ente pubblico mantengano una condotta similare.

• DEDICARSI PER INTERO E CON PASSIONE AL GIUSTO COMPIMENTO DELLE RESPONSABILITÀ RICEVUTE.
Al quadro amministrativo e dirigente non è dato di intraprendere, per vivere, nessun altro lavoro che lo distragga dal proprio dovere. L'amore per il proprio dovere è l'intima convinzione del fatto che l'essere umano ha la possibilità di miglioramento e perfezionamento, che possono realizzarsi con fermezza di volontà e con la dedizione senza riserve al bene pubblico.

• NEL LAVORO E NELLA SOCIETÀ MANTENERE UNO STILE DI VITA ESEMPIO DI RISPETTO E FIDUCIA.
Distinguersi per la semplicità, l'assenza di ostentazione e di atteggiamenti consumistici e di qualsiasi manifestazione che offenda la sensibilità del mondo del lavoro e i cittadini amministrati.

• DIRIGERE UNA ORGANIZZAZIONE O AMMINISTRARE LA COSA PUBBLICA NON DA NESSUN PRIVILEGIO, NÈ NESSUN DIRITTO IN PIÙ RISPETTO A COLORO CHE NON HANNO QUESTO TIPO DI INCARICHI.
Coloro che assumono incarichi non devono trarre vantaggio spropositato né beneficiare altri in ragione di rapporti di parentela, amicizia, o di scambio di favori. La propria carica si utilizza per rappresentare, difendere e servire i cittadini, i lavoratori, i pensionati,  legittimi destinatari della nostra azione amministrativa, politica e sociale.

• LA CORRUZIONE DENIGRA SIA CHI VI INCORRE SIA CHI LA TOLLERA.
La corruzione è, di fatto, un regresso, un freno e un crimine contro la società e la stessa coalizione, oltre ché per i cittadini.

 Di qui l'obbligo di denunciarla e di combatterla, anzitutto con l'esempio e la costante autocritica, unica forma per mantenersi incorruttibili di fronte alle tentazioni con le quali siamo costretti ad avere rapporti.
• NEL PRENDERE DECISIONI APPOGGIARSI AL RAGIONAMENTO COLLETTIVO E ALLE PROPRIE CAPACITÀ PERSONALI.
Ciò deve avvenire in modo totalmente privo di volontarismo, vanità, improvvisazione, ingiustizia, mediocrità professionale.

Non deve essere al servizio dei propri interessi o di quelli dei propri amici, così come non lo deve essere del settarismo, del disprezzo della dignità altrui o dell'indifferenza nei confronti di conseguenze future che non coinvolgono personalmente.

Combattere la vana gloria, l'intolleranza, l'arroganza, l'insensibilità, rischi, questi, incompatibili con l'esercizio dell’Amministratore pubblico o del Dirigente di partito, organizzazione sociale, politica, culturale.

• DECIDERE IN BASE ALLE PROPRIE FACOLTÀ, SENZA PRENDERE DECISIONI INUTILI, MA SENZA TIMORE DI EVENTUALI ERRORI PERSONALI.
Condurre con fermezza il proprio collettivo al compimento dell'obbiettivo o dell'impegno assunto, imprimere ferrea volontà di portare a termine ciò che può dare risultati.

Dimostrare fiducia ai propri amministrati, quadri e dirigenti e dar loro la sicurezza.

Assumersi personalmente la responsabilità delle decisioni prese.

Non pretendere mai di utilizzare questo principio per giustificare scorrettezze o irresponsabilità.

• SVILUPPARE LA DISPONIBILITÀ AL DIALOGO E ALLA COMUNICAZIONE ALL'INTERNO DEL COLLETTIVO.
È un elemento indispensabile per verificare le decisioni prese e per creare sistemi partecipativi e un ambiente di lavoro unito, coeso, democratico.


• SVILUPPARE UNA POLITICA DI QUADRI BASATA SUL MERITO E SULLE CAPACITÀ.
Tale politica deve essere intrapresa particolarmente nella formazione dei sostituti, e nella selezione, attenzione, promozione dei collaboratori più stretti.

Deve comunque essere accompagnata ad una adeguata politica di riconoscimento e stimolo di coloro che lo meritano.

• MOSTRARE DISPONIBILITÀ DI FRONTE AI PROBLEMI DEI PROPRI COMPAGNI.
Aiutare, senza nocivo paternalismo, quei quadri che hanno commesso errori nel compimento dei propri compiti, ma che comunque mantengono una buona attitudine sociale e di rappresentanza degli interessi collettivi, nonché disponibilità a correggersi in base alle proprie capacità, virtù e ai propri difetti.

• CONSIDERARE LA COMPETENZA PERSONALE, L'INTEGRITÀ MORALE E IL DIRITTO DEI CITTADINI E DEL LAVORATORE SULLA BASE DI CAPACITÀ E IDONEITÀ COMPROVATE.
Sono doveri fondamentali nel momento di proporre e dare direttive.

Ciò non va fatto in virtù di amicizie, rapporti di parentela o creando discriminazioni.

• ASSUMERE IL RUOLO DI DIRIGENTE COME UN ONORE E UN VINCOLO, MAI COME UN VANTAGGIO PERSONALE.
Il sentimento fondamentale deve essere quello di partecipare alla costruzione collettiva della crescita della propria Comunità e/o della propria Organizzazione politica, sociale, , culturale, e la principale ricompensa di ciò è la soddisfazione che si ha nel lavoro per il benessere di tutti i cittadini, gli associati, quadri, delegati e dirigenti che la compongono in rappresentanza degli iscritti che la sostengono.

OSSIMORO del VOLTAGABBANA
Il Consigliere eletto dovrà rispettare le direttive del proprio partito impegnandosi a rimanere nella coalizione e lista che lo ha eletto per tutta la durata della legislatura. Ciò anche quando si dovesse trovare in una fase di forte critica verso la forza politica che gli ha offerto la possibilità e l’onore di essere prima candidato e poi eletto.

I candidati accettano di riconoscere la sovranità dei partiti della coalizione come sovrano elemento dell’esercizio della “buona politica”, quindi di rispettare le scelte degli stessi all’atto della formazione della compagine amministrativa (Giunta, Commissioni, incarichi e quant’altro), ivi compresi eventuali incarichi esterni all’Amministrazione.

In una parola i candidati ed i consiglieri eletti hanno il diritto di esprimere il loro dissenso e le loro critiche all’interno della propria formazione politica e di contribuire a correggere il corso dell’azione politica ed amministrativa degli stessi.

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Premio Civiltà del Mare

Benedetto Di Iacovo riceve da Maria Teresa Ruta il Premio Civiltà del Mare 2004

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