<<l’incontro delle due giunte di Corigliano e Rossano, capitanate dai due Sindaci De Rosis e Filareto, nonché dai due Presidenti dei rispettivi Consigli comunali Cirò e Zagarese, ha segnato una tappa importante non solo dal punto di vista dell’immaginario collettivo (…le due Amministrazioni cominciano a parlarsi; progettano insieme!) quanto per la chiarezza dei proponimenti e la temporalità della scelta. Temporalità opportuna poiché può, ancora, tendere a modificare scelte che il centralismo tecnocratico regionale ha compiuto, ancora una volta, in termini freddi e con vecchie logiche anche con la programmazione del POR 2007/2013, quando, ad esempio individuando i “Poli di sviluppo” si fa riferimento a 5 aree (Gioia T., l’Area dello Stretto, Cosenza-Rende, Catanzaro-Lametia, e genericamente la SA-RC), senza tenere conto che l’Area Urbana Corigliano/Rossano e più ampiamente la Sibaritide è una delle più importanti di questi poli, proprio per la sua capacità attrattiva che la configura verso l’eccellenza.>> Ad affermare ciò è Benedetto Di Iacovo, Esperto di Politiche del lavoro e di sviluppo territoriale, nonché assessore al Comune di Corigliano, presente all’incontro al quale ha apportato il suo contributo di conoscenze, di idee e proposte, a sostegno delle linee programmatiche del Sindaco Armando De Rosis, che ben si integrano nell’idea di Area Urbana.
Un progetto per la città, per l’avvenire, grande o piccolo che sia, deve sempre puntare su almeno un elemento di novità. Su un’idea-forza.
Il futuro di un territorio, sappiamo tutti, si costruisce sempre sulle risorse che esso possiede, sui saperi e sulle conoscenze.
La città rappresenta, in ogni periodo storico, un tentativo di rispondere alle esigenze umane.
Per questo ogni città, in un dato frangente, è il frutto del particolare momento storico che i suoi cittadini stanno vivendo.
L’assunzione della territorialità cambia nel profondo lo stesso modo di intendere lo sviluppo economico, i cui lineamenti non sono più individuabili in semplici processi lineari, univoci e ripetitivi e calati dall’alto; bensì vanno rintracciati anche nelle specificità dei luoghi, nelle sedimentazioni umane localizzate, nei tessuti relazionali rappresentati dai robusti soggetti della “Società di Mezzo”, i cosiddetti “corpi intermedi della società”: vale a dire i contesti istituzionali, politici e sociali di livello variamente locale.
a cura di Benedetto Di Iacovo, Presidente del Movimento "Idea Città Per il partito Democratico"
I Coriglianesi chiedono ai loro amministratori di progettare il futuro. Le grandi opere che lasciano il segno di una generazione. La città pulita, e vivibile, dove la sicurezza è l’elemento che favorisce le relazioni e mette in primo piano i rapporti umani. La città (da costruire) che offre buoni servizi a tutti senza creare sacche di emarginazione sociale. La città che non espelle i suoi giovani creando opportunità di lavoro. La città che investe sui settori emergenti valorizzando le sue potenzialità.
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